“MIA MADRE CURATA TRA SORRISI E AFFETTO”, GRAZIE MAEASTRINI


“MIA MADRE CURATA TRA SORRISI E AFFETTO”, GRAZIE MAEASTRINI

Una gratificazione e un riconoscimento del lavoro svolto e della filosofia che lo ispira. Leggere la lettera che il figlio di una ospite della RSA Maestrini ha inviato al Corriere di Arezzo, pubblicata domenica 14 agosto, è stato indubbiamente questo, e anche qualcosa di più, per la Cooperativa L’agorà d’Italia che la gestisce. Citiamo il testo dell’articolo, scritto da Alessandro Bindi: “Un bell’esempio di efficienza nell’assistenza a persone malate. Ecco la testimonianza di quando la professionalità unita alla passione per il proprio lavoro lasciano il segno seppur in un momento difficile di sofferenza”. Già da questa premessa si possono trarre elementi di gratificazione per il nostro lavoro, ma è poi dalla testimonianza diretta di Leonardo Burzi, che racconta l’esperienza della mamma Paola, che si traggono gli elementi che sono alla base della filosofia della Cooperativa Agorà. “La struttura Maestrini – racconta Leonardo – ha accolto mia mamma in maniera incredibilmente straordinaria. Un semplice sorriso o un tenero abbraccio da parte del personale cura molto di più di mille medicine”. La signora Paola, come racconta l’articolo del Corriere di Arezzo, è stata ospite della Rsa Maestrini per 45 giorni in seguito a un delicato intervento al San Donato di Arezzo. “La Rsa è una struttura moderna e giovane dove l’igiene è a livelli incredibili – prosegue Leonardo Burzi che formula poi una serie di ringraziamenti. Un grazie di cuore va alla dottoressa Cristina Donati e a Massimiliano Cancellieri che dirigono la residenza, a a tutte le infermiere e gli infermieri, ai fisioterapisti Fulvio e Marco e a tutto il personale. Persone dalla indiscutibile professionalità che hanno curato la mia mamma come se fosse stata la loro madre”. Nell’articolo, inoltre, si fa rifermento anche all’orgoglio di poter far conoscere strutture che sono un fiore all’occhiello per Arezzo e si racconta della fase che è seguita alla dimissione dalla Rsa. “La mamma – conclude Leonardo Burzi – è entrata in un progetto continuativo che prevede il proseguimento della cura del malato presso la sua abitazione. Giornalmente per qualche ora viene seguita da un infermiere o un OSS o un fisioterapista. Un sostegno insostituibile del quale la mamma e la mia famiglia non potrebbero fare a meno. Non possiamo che dire mille volte grazie”. E anche noi diciamo grazie a Leonardo Burzi per la sensibilità e le belle parole che ha espresso pubblicamente nei confronti del nostro lavoro.