Corinaldo: i ragazzi della Comunità minori ospiti a teatro


Corinaldo: i ragazzi della Comunità minori ospiti a teatro

“Affermare che esistano molteplici etnie, non significa dire che alcune siano superiori ad altre, ma semplicemente che siamo diversi, e al contempo simili!” E’ questo il messaggio che ha voluto trasmettere lo spettacolo teatrale che si è tenuto sabato sera al Teatro Valmisa di Corinaldo nell’ambito della rassegna Pigmenti andando a toccare uno dei temi più scottanti del secolo scorso: quello della Shoah. Attraverso la storia di uno dei più grandi allenatori di calcio degli anni ’30 la compagnia teatrale CIVICO 14 è riuscita a portare in scena uno spettacolo davvero emozionante e ricco di spunti di riflessione su un argomento che,purtroppo, ancora oggi,è sempre attuale: il razzismo. Il protagonista, Arpad Weisz, è stato un grande allenatore di origine Ungherese che fin dai primi anni di carriera aveva raccolto grandi successi in ambito calcistico, vincendo scudetti e scoprendo grandi talenti come quello di Giuseppe Meazza. A nulla però era servito il suo talento per difendere se stesso e la sua famiglia di fronte alla ferocia dello sterminio ebraico. Arpad aveva commesso un unico “fallo” nella vita: quello di essere ebreo. Pochi elementi sul palco. Una lavagna, magliette della squadra del Bologna e un uomo. E’ bastato per ricondurci all’essenza della sofferenza umana e di sentimenti che non hanno tempo.

Accostare un tematica giovanile come quella del calcio, di linguaggio universale, ad un tema forte come quello dello sterminio ebraico è stato fondamentale per portare a riflettere anche i ragazzi della Comunità Minori Gestita da Agorà d’Italia Società Cooperativa Consortile, i quali hanno assistito allo spettacolo e si sono visti coinvolti in prima persona rispetto all’argomento razzismo provenendo da svariati Paesi del mondo. Dopo lo spettacolo, si è svolta la consueta cena offerta e preparata dai ragazzi dalla Comunità Agorà che ha permesso di stemperare gli animi e di ritrovare un clima di serenità e condivisione.

(testo di Daniela Lupi)